Morbo di Crohn: cause, sintomi e trattamento

Il morbo di Crohn o malattia di Crohn è una delle patologie sulle quali i ricercatori di LNAge hanno a più riprese posto la loro attenzione, con studi clinici dedicati e lo sviluppo di integratori alimentari (come Integreat) appositamente formulati per i pazienti che ne sono colpiti.

Afferente (insieme alla colite ulcerosa) al gruppo delle malattie infiammatorie croniche intestinali la malattia di Crohn, proprio perché ha natura cronica, non prevede mai una completa guarigione, quanto, piuttosto, un’alternanza di fasi più o meno acute che, con il protrarsi nel tempo, possono dar luogo a un peggioramento delle condizioni generali del paziente.

Le cause del Morbo di Crohn sono ancora sconosciute anche se alcuni fattori, sia di carattere genetico che ambientale, ne facilitano l’insorgenza. Proprio perché di natura cronica, se non curata adeguatamente, può portare a complicanze e richiedere un intervento chirurgico; anche se non è possibile curarla definitivamente, una terapia di carattere immunosoppressivo e un monitoraggio regolare permettono di controllare la malattia e di arrestarne la progressione nella quasi totalità dei casi.

Morbo di Crohn: che cos’è e chi sono i soggetti più colpiti

Il morbo di Crohn si concretizza con un’infiammazione cronica che può, potenzialmente, colpire tutto il canale alimentare, dalla bocca all’ano, ma che, nella maggior parte dei casi, insorge nell’ultima parte dell’intestino tenue, ovvero nell’ileo o nel colon, o in entrambi. Queste sezioni del colon risultano infiammate, gonfie e colpite da ulcerazioni che interessano tutta la parete intestinale.
Anche se attualmente, in Italia, non esistono dati attendibili, ne un registro nazionale, si stima che i soggetti colpiti da affetti da infiammazioni intestinale a carattere cronico siano almeno 100.000.
La malattia di Crohn si presenta soprattutto in soggetti di sesso maschile, giovani (20/25 anni) o anziani (65 anni), tuttavia si registrano anche casi di soggetti adolescenti e di bambini. La malattia, rara o assente nei Paesi del Terzo Mondo, è invece diffusa soprattutto nei paesi ad elevato sviluppo industriale.

Morbo di Crohn: (possibili) cause ed ereditarietà

Come anticipato sopra le vere cause del morbo di Crohn sono ancora ignote, proprio per questo non esiste una terapia in grado di curare questa patologia e l’unica azione che è possibile mettere in atto si concretizza nell’assunzione di antinfiammatori che, piuttosto che curare efficacemente la patologia, ne controllano e ne riducono l’estensione e l’acutizzazione.
In base alle attuali conoscenze scientifiche in proposito è possibile affermare che non si tratta di una malattia contagiosa, non è causata da alimenti e non è provocata da fattori psicologici individuali ovvero non può considerarsi una malattia psicosomatica. Altrettanto certo è che il morbo di Crohn non possa essere considerata una malattia ereditaria anche se è stata rilevata una certa predisposizione familiare nello sviluppo della malattia.
Il morbo di Crohn è considerata una malattia cronica perché oltre a non prevedere una guarigione completa si configura come un’alternanza di periodi di latenza e periodo di (ri)acutizzazione dell’infiammazione che colpisce tanto lo stomaco che l’intestino. Ad oggi, anche dopo un trattamento medico o un intervento di chirurgia bariatrica che dia luogo alla resezione di una porzione dell’intestino, non è possibile prevedere con certezza fasi successive di riacutizzazione dell’infiammazione.
Per quanto riguarda le cause anche se non è possibile ancora individuare un fattore scatenante sono stati individuati differenti fattori scatenanti che, se combinati, possono indurre il morbo di Crohn. Oltre alla presenza di un familiare di primo grado affetto da questa patologia, occorre ricordare il fumo di sigaretta, diete squilibrate che non garantiscono il giusto apporto di tutti i nutrienti e altri fattori che compromettono l’equilibrio della flora intestinale. In alcuni casi il morbo di Crohn può essere originato da eventi particolarmente stressanti come un lutto improvviso e difficile da elaborare o un problema di lavoro di difficile soluzione, anche se i fattori di natura psicologica, da soli, non vengono considerati come cause determinanti.

Sintomi, complicanze e diagnosi del Morbo di Crohn

Il morbo di Crohn si manifesta generalmente con perdita di peso, febbre e dolori articolari. A questi sintomi di carattere generale si aggiungono altri sintomi, variabili a seconda della sezione dell’apparato gastrointestinale in cui la malattia insorge: se si tratta dell’intestino tenue, il soggetto interessato sarà colpito da costipazione e dolori addominali mentre se la patologia interessa il colon, ovvero la parte finale dell’intestino, allora il sintomo più comune sarà la diarrea.
Generalmente il dolore si localizza nella zona dell’ombelico o nella parte destra dell’addome e si fa più intenso dopo i pasti; tra i segnali precoci della malattia occorre ricordare la presenza di fistole anali e gli ascessi.
Tra le principali e più frequenti complicazioni del morbo di Crohn, specie se non curato, occorre ricordare l’appendicite, le stenosi (restringimenti intestinali) e le fistole (aperture del tessuto intestinale, “bucato” dalla malattia) che, nei casi più gravi, possono richiedere un intervento chirurgico.
L’intervento chirurgico, necessario nei casi più acuti, non garantisce la completa guarigione: la malattia, infatti, può insorgere di nuovo nello stesso punto in cui si è intervenuti chirurgicamente. La terapia immunosoppressiva, pur non conducendo alla guarigione, permette di controllare il morbo di Crohn, circoscrivendone gli effetti ed evitandone l’acutizzarsi.
Le stenosi intestinali, delle vere e proprie ostruzioni, rappresentano la complicanza più comune della malattia di Crohn: questi restringimenti poco distensibili danno luogo a crampi, formazione di gas e meteorismo e, talvolta a vere e proprie occlusioni, associate a nausea e vomito.
In caso di fistole e perforazioni non è raro il sanguinamento addominale; gli ascessi, delle vere e proprie cavità che hanno luogo per la distruzione dei tessuti, possono estendersi anche ad altre zone intestinali o ad altri organi intraddominali, a seconda della localizzazione e richiedono l’intervento chirurgico.
Le fistole, se non ancora degenerate in ascessi, talvolta possono guarire combinando una terapia medica alla sospensione dell’alimentazione orale (proprio per casi come questi i laboratori di ricerca LNAge honno formulato Integreat, un integratore alimentare appositamente pensato per far fronte ai fabbisogni nutrizionali di pazienti affetti da patologie dell’apparato intestinale che devono sottoporsi a digiuno o a regimi alimentari molto impegnativi), prima e dopo essersi sottoposti all’intervento di chirurgia orale.
Altre complicanze extraintestinali possono interessare la bocca, la cute, gli occhi e le grosse articolazioni.
Altro importante aspetto del morbo di Crohn sono le affezioni sistemiche ovvero quelle complicazioni che, nei soggetti affetti da questa patologia, possono insorgere in organi differenti dall’intestino. Tra di esse le infiammazioni delle articolazioni, le malattie del fegato, i calcoli alla cistifellea, per il cattivo assorbimento degli acidi biliari, e i calcoli renali.
Differenti le metodologie utili a diagnosticare la malattia di Crohn.
In fase di diagnosi precoce è opportuno prestare elevata attenzione agli esiti degli esami del sangue e delle feci, che devono essere ripetuti ogni 6-12 mesi, e agli esiti di esami non invasivi dell’addome (come l’ecografia), che devono essere ripetuti annualmente ed eventualmente associato ad una colonscopia.
Quest’ultimo, insieme alla visualizzazione dell’ileo e alla biopsia intestinale (ripetuta ogni 12 mesi), è da considerarsi un esame fondamentale per conoscere le condizioni dell’intestino perché utile a valutare le condizioni della mucosa intestinale e le sue eventuali alterazioni; l’ecografia delle anse intestinali permette di valutare la parete intestinale in maniera non invasiva, per escludere o diagnosticare complicanze da malattie; la risonanza magnetica addominale con mezzo di contrasto permette di localizzare in modo più dettagliato l’infiammazione e le sue eventuali estensioni.
Altri esami diagnostici utili a chiarire le condizioni dell’intestino sono l’Entero-TC con mezzo di contrasto, l’esofagogastroduodenoscopia e l’enteroscopia con videocapsula.
In specifici casi di morbo di Crohn perianale viene utilizzata l’esplorazione chirurgica sotto anestesia, una metodica chirurgica che è al contempo diagnostica e curativa.

Come trattare il morbo di Crohn: prevenzione, terapia, chirurgia e dieta

Non è possibile prevenire il morbo di Crohn e la sua insorgenza, anche se è possibile prevenirne l’evoluzione e le complicazioni.
Le terapie più comuni per questa patologia hanno lo scopo di attenuare l’infiammazione intestinale, intervenendo sui meccanismi delle molecole e delle cellule dell’intestino e del sistema immunitario.
I trattamenti più diffusi prevedono l’impiego della mesalazina (5-ASA) che, al suo transito, agisce come antinfiammatorio della mucosa intestinale; gli antibiotici intestinali aiutano ad equilibrare la flora batterica, oppure ne riducono gli ascessi.
Gli immunosoppressori (come azatioprina o 6-mercaptopurina) inducono la morte di gran parte dei globuli bianchi attivati, responsabili dell’infiammazione; gli steroidi, invece, hanno un’azione antinfiammatoria su tutto l’organismo e contribuiscono a modulare la risposta immunitaria.
Alcuni farmaci biologici (come l’infliximab e l’adalimumab) producono anticorpi biotecnologici che bloccano selettivamente una delle molecole responsabili dell’infiammazione.
L’opzione dell’intervento chirurgico è presa in considerazione solo in fase di evoluzione avanzata della patologia, quando è necessario rimuovere delle complicanze irreversibili e quando i farmaci non hanno più efficacia terapeutica (come nel caso degli ascessi intestinali).
Per quanto riguarda le restrizioni alimentari, è opportuno ricordare che qualunque sia il livello di gravità della patologia in uno specifico soggetto, il morbo di Crohn colpisce l’apparato gastrointestinale e, quindi, comporterà una specifica dieta che priverà il soggetto malato di alcuni fondamentali nutrienti. Proprio per questo, aziende che da decenni si occupano di ricerca clinica e farmaceutica come LNAge hanno formulato e sviluppato integratori alimentari a doppia fase, come Integreat, che, massimizzando gli effetti prodotti dall’interazione con i cicli naturali del metabolismo, riescono a garantire l’adeguato fabbisogno proteico e i nutrienti necessari anche ai pazienti affetti da patologie invalidanti come il morbo di Crohn o ai pazienti che hanno subito un intervento di chirurgia bariatrica.
Per quanto riguarda la dieta vera e propria sono da evitare pane, pasta, riso e cereali integrali; la frutta secca, i semi e altri ammassi di fibre che impediscono il passaggio di altro materiale e che possono essere particolarmente deleterie per i pazienti stenotici; tutte le verdure crude e alcune verdure cotte come i broccoli, il cavolo, i piselli, il mais, il cavolfiore, le cipolle e le patate con la buccia. Da evitare anche le carni grasse (maiale), le carni e i salumi affumicati, i fagioli e le lenticchie e le spezie (in particolare peperoncino e curry). Per quanto riguarda i liquidi e i dolci occorre escludere dalla dieta succhi di frutta con polpa, marmellate e confetture, conserve, dolci elaborati, ma anche fritture, caffè, alcolici e bibite gassate.
I pazienti affetti da morbo di Crohn possono, invece, includere nella loro dieta pane e riso bianco, crackers senza semi, verdure fresche senza bucce e ben cotte, come asparagi, carote, zucchine, fagiolini, zucca e patate. Ammesse anche la carne sia bianca che rossa purché magra, tenera e morbida (meglio se cotta al vapore o alla griglia), le uova, il pesce lesso o grigliato, senza lische, la frutta in scatola o cotta (in particolare banane, mele e pere), i succhi di frutta senza semi e polpa e le bevande decaffeinate.

Morbo di Crohn: cause, sintomi e trattamento ultima modifica: 2018-03-19T05:07:18+01:00 da Simone Casavecchia
In breve
Morbo di Crohn: cause, sintomi e trattamento
Titolo
Morbo di Crohn: cause, sintomi e trattamento
Riepilogo
Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica intestinale che compromette le capacità di assorbimento dell'apparato gastrointestinale: per questo è importante utilizzare integratori alimentari che garantiscano l'adeguato fabbisogno nutritivo.
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LNAge
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