Riduzione stomaco: le tecniche per dimagrire

A cosa ci riferiamo quando parliamo di riduzione stomaco? L’argomento in realtà è più complesso di quel che potrebbe sembrare, cerchiamo dunque di inquadrare questo argomento per poi distinguere i possibili significati di questa espressione tanto diffusa tra gli obesi quanto foriera di possibili fraintendimenti.

Con riduzione stomaco ci si riferisce, generalmente, a differenti tecniche per dimagrire, in ogni caso di carattere chirurgico. Prima di effettuare ulteriori distinzioni, occorre premettere che le operazioni per dimagrire, di carattere chirurgico, possono considerarsi la soluzione estrema a cui i grandi obesi ricorrono dopo aver tentato più volte la strada della dieta, senza ottenere risultati apprezzabili.

Constatata l’inefficacia della dieta, che di per sé difficilmente dà luogo a un sensibile dimagrimento se non associata a una costante attività fisica, e delle terapie farmacologiche per il dimagrimento, i soggetti obesi, spesso sotto consiglio dello specialista che li affianca nel loro percorso di cura, decidono di ricorrere all’intervento chirurgico.

A prescindere che si tratti di interventi con tecniche invasive o non invasive, la riduzione stomaco è una opzione che va praticata solo a certe, determinate condizioni. Oltre al consulto costante di uno specialista, presso un Centro per l’obesità, il paziente deve conoscere in modo approfondito tutte le possibili conseguenze a cui va incontro: questo tipo di interventi, infatti, prevedono non solo l’ospedalizzazione del paziente e un’accurata preparazione prima dell’intervento ma, a posteriori, anche un percorso post-operatorio spesso difficile, alcuni di questi interventi sono di carattere irreversibile, possono compromettere le capacità digestive del paziente, richiedere l’assunzione in via prolungata o permanente di integratori alimentari appositamente pensati per i pazienti bariatrici (come Integreat) e, in ogni caso, implicano un percorso che metterà a dura prova la volontà e il fisico e richiederà il raggiungimento di obiettivi ben precisi e la modifica di molte abitudini (alimentari e non) profondamente consolidate.

Ultimo, ma non meno importante, aspetto che considereremo è il costo degli interventi di chirurgia bariatrica, la loro convenienza e le modalità per valutare la loro opportunità non solo in base all’impegno di spesa ma anche ai benefici attesi.

Riduzione stomaco: è davvero l’unica soluzione valida per dimagrire?

Per comprendere a fondo le possibili alternative che potresti trovarti di fronte, qualora decidessi di effettuare una riduzione stomaco, è necessaria un’ulteriore premessa: non tutti possono sottoporsi ad operazioni chirurgiche che interessano lo stomaco, per questo il consulto e l’affiancamento da parte di uno specialista risultano sempre di importanza fondamentale.
Più precisamente, come anticipato sopra, l’intervento per la riduzione dello stomaco è da intendersi come l’extrema ratio, da mettere in atto nei soli casi di obesità severa e grave (grandi obesi, la cui salute è già, o potrebbe presto essere, compromessa dalla stessa condizione di obesità), quando sia la dieta che l’impiego di dispositivi medici (meccanici ed elettronici) non hanno dato i risultati attesi.

Sono proprio i dispositivi medici l’alternativa più comune all’intervento chirurgico. La prima soluzione è rappresentata dal palloncino intragastrico: si tratta di una sonda calata nella cavità gastrica, attraverso l’ausilio di un endoscopio, quindi senza il ricorso alla chirurgia.
Il palloncino in silicone riempito di acqua fisiologica e lasciato nello stomaco per un periodo medio di 6 mesi, ha lo scopo di occupare parte del volume dello stomaco, aumentando il senso di sazietà. Il volume gastrico risulta così ridotto e il paziente riesce a saziarsi con una quantità minore di cibo.
Anche il bendaggio gastrico è una delle possibili soluzioni che viene messa in atto in luogo della riduzione stomaco. Questa tecnica si concretizza nel posizionamento di un anello in silicone all’imboccatura dello stomaco che, in tal modo viene ristretto.
A fronte di risultati apprezzabili che, nella maggior parte dei casi portano a una sensibile riduzione del peso corporeo, come il palloncino intragastrico, anche il bendaggio può dar luogo a vomito, nausea, reflusso gastroesofageo, meteorismo e rigetto del dispositivo da parte dell’organismo.
Ultima opzione, se si scelgono gli interventi gastrorestrittivi non chirurgici è la gastroplastica verticale ovvero la creazione di una tasca secondaria all’interno dello stomaco che viene messa in contatto con la parte restante della cavità gastrica attraverso uno stretto orifizio, il neopiloro, che farà sì che il paziente raggiunga rapidamente un adeguato senso di sazietà anche con piccole quantità di cibo.

riduzione stomaco

Riduzione stomaco: gli interventi gastrorestrittivi con effetti metabolici

Gli interventi che danno luogo a una vera e propria riduzione stomaco, mediante un intervento di tipo chirurgico, e con effetti sul metabolismo del paziente, sono la gastrectomia verticale e il bypass gastrico.
La gastrectomia verticale è la riduzione stomaco vera e propria, un intervento di natura chirurgica che prevede l’asportazione permanente di una parte dello stomaco. Il risultato è una riduzione del volume della cavità gastrica con conseguente bisogno (e capacità) di mangiare poco.
Efficace ma molto stressante per il paziente che viene sottoposto a una faticosa preparazione e a una ancor più impegnativa fase di recupero, la gastrectomia verticale può avere anche effetti collaterali gravi come le disfunzioni del comportamento alimentare e le fistole gastriche.
Altra strategia segue, invece, soluzioni come il bypass gastrico che riducono non il volume dello stomaco ma la sua capacità di assorbimento delle sostanze nutritive.
Il bypass gastrico è un intervento che prevede il frazionamento dello stomaco in due parti e l’applicazione di una valvola che consente di diminuirne notevolmente la capienza, intervenendo anche sui meccanismi ormonali di attivazione della fame. In tal modo, oltre a indurre una diminuzione della quantità di cibo introdotta, il passaggio del cibo all’interno dello stomaco risulta più veloce: entrambi i fenomeni hanno come loro conseguenza la perdita di peso anche se il paziente potrebbe incorrere in problemi di carattere alimentare e in occlusioni intestinali.
Ultima tipologia di interventi che vengono grossolanamente classificati come riduzione stomaco sono i cosiddetti interventi malassorbitivi, ovvero gli interventi, come la diversione biliopancreatica e il Bypass biliointestinale che agiscono sui processi di digestione e vanno così a ridurre l’assorbimento del cibo cialis priser.
Nel primo caso l’intervento, di natura chirurgica, prevede l’asportazione di circa i due terzi dello stomaco, compreso il piloro e la colecisti. Il chirurgo, poi, divide la prima parte dell’intestino tenue creando un doppio condotto dove passano, da un lato gli alimenti e dall’altro le secrezioni digestive di fegato e pancreas. In tal modo i succhi digestivi sono a ridotta distanza dal colon e ciò comporta un ridotto assorbimento degli alimenti, in particolare di grassi e farinacei.
Sempre meno utilizzata per la riduzione stomaco, questa tecnica, oltre che prevedere un intervento delicato può dar luogo a effetti collaterali molto gravi, per questo va oculatamente valutata con lo specialista.
Il bypass biliointestinale, altra tecnica poco praticata e molto impegnativa per il paziente, si concretizza in un intervento sull’intestino tenue, dove vengono congiunti i primi 30-35 centimetri di digiuno con gli ultimi 12-20 centimetri di ileo. Oltre al rispetto di una dieta estremamente impegnativa, dopo l’operazione, può avere, tra i suoi principali effetti collaterali prolungate trombosi venose, scariche di diarrea e infiammazioni dell’ano.

Altro intervento che considereremo quando ci occuperemo di chirurgia bariatrica è la sleeve gastrectomy che è ad oggi la soluzione maggiormente utilizzata per la riduzione stomaco perché si configura come la tipologia di intervento che garantisce il rapporto più elevato tra costi/rischi e benefici.

Quanto costa (o dovrebbe costare) un intervento per la riduzione stomaco?

Se l’impegno economico è uno degli aspetti che puoi non considerare quando ti trovi a valutare la possibilità di un intervento di riduzione stomaco, è altrettanto importante tenere presente anche altri aspetti altrettanto imprescindibili.
A questo proposito occorre premettere che l’obesità è riconosciuta come una vera e propria patologia dal Sistema Sanitario Nazionale, strettamente correlata ad altre patologie (diabete, infarto, difficoltà cardio-respiratorie, problemi alle articolazioni, insufficienza renale, ecc.), per questo gli interventi di chirurgia bariatrica possono essere eseguiti in strutture, anche private, convenzionate con il servizio sanitario nazionale, senza alcun impegno economico.
Un intervento di riduzione stomaco, però, non è la panacea di tutti i mali connessi all’obesità né un atto di per sé risolutivo di una problematica complessa che va considerata non solo dal punto di vista fisico e medico ma anche con grande attenzione al versante psicologico. Proprio per questo l’intervento di chirurgia bariatrica va considerato, piuttosto, come l’inizio di un percorso impegnativo su più fronti. Se deciderai di affrontare un intervento di chirurgia bariatrica, dovrai infatti munirti di grande forza di volontà perché dopo l’intervento dovrai riconsiderare e ridefinire il tuo rapporto con il cibo attraverso abitudini e stili di vita differenti, attenerti a una dieta ferrea e considerare l’opportunità di aiutarti con degli integratori (come Integreat) appositamente pensati per garantire l’adeguato fabbisogno di nutrienti ai pazienti bariatrici.
In definitiva, quindi, mentre l’importo di spesa per l’intervento vero e proprio di riduzione stomaco potrebbe, in gran parte dipendere da una tua scelta (se deciderai di optare per un Centro per l’Obesità convenzionato con il SSN o no) ti consigliamo di non sottovalutare tutti i consigli che il tuo specialista potrebbe darti per il decorso post operatorio. Troppo spesso, infatti, tendiamo a sottovalutare l’importanza di un’alimentazione a base di ingredienti naturali, o quanto meno adeguatamente controllati, così come la pratica dell’attività fisica costante. Due elementi che non solo consentono di prevenire l’obesità ma che risultano indispensabili per un recupero ottimale a seguito dell’intervento.

Riduzione stomaco: le tecniche per dimagrire ultima modifica: 2018-03-05T05:04:10+01:00 da Simone Casavecchia
In breve
Riduzione stomaco: le tecniche per dimagrire
Titolo
Riduzione stomaco: le tecniche per dimagrire
Riepilogo
Quando si parla di riduzione stomaco ci si riferisce a differenti tecniche di chirurgia invasiva o non invasiva che ridimensionano l'ampiezza dello stomaco o inducono più velocemente il senso di sazietà, attraverso dispositivi meccanici.
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One comment

  1. Carlotta ha detto:

    Quando la dieta e i medicinali non funzionano, l’unica vera soluzione è rivolgersi a un Centro per l’obesità: se scegli di affrontare l’intervento, la competenza e il supporto del personale specializzato sono essenziali

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